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Fasano-Selva 2006

Non sono appassionato di corse e/o di auto da corsa, però vista la vicinanza del mio paese, al luogo di svolgimento della competizione automolistica Fasano-Selva, ci sono andato.

Sabato pomeriggio c’erano le prove. Partiamo intorno alle 15:30. Classica strada per raggiungere il canale di Pirro. Parcheggiamo e ci fermiamo proprio in “Viale Canale Di Pirro”, in prossimità di un incrocio con il percorso della corsa. Prendiamo posto in breve tempo, proprio sulle transenne di recizione. Purtroppo lo sporgere di una abitazione sulla strada, inibisce di molto la visuale sulle auto che arrivavano.

Di lì a poco, la prima auto. Anche se non potevamo vederla da lontano, il ruggito del motore segnalava la progressiva riduzione della sua distanza da quella che era la nostra postazione. Sempre più vicina. Sempre più vicina. Fino a comparire. E’ un istante, il boato del motore mi incanta, mentre l’auto sfreccia davanti ai miei occhi e scopare nuovamente dietro la successiva curva.

Impressionante, era solo una peugeot 106, però per me che ero nuovo di quel ambiente, la senzazione di potenza è stata una sopresa. Relativamente poca potenza visto che quello era solo l’inizio. Subito dopo la cilindrata delle auto che salivano la selva, diventava sempre più alta, e il boato dei motori era sempre più forte e deciso, mi passano davanti auto potentissime: Alfa GT, Ferrari, RX 8, per non parlare della Viper, macchina davvero spettacolare.

A movimentare ancora di più la situazione, l’inaspettato ingresso in pista di un cane. Un cane, che come se nulla fosse camminava con tutta tranquillità a centro strada, proprio sul tracciato. Tra l’altro, vista l’abitazione che limitava la visuale, per chi guidava, il cane sarebbe stata una sorpresa.

Per fortuna sua, il quadrupede era entrato in pista subito dopo il passaggio di un’auto, il ché gli lasciava un po’ di tempo per raggiungere la salvezza. Noi del pubblico facciamo di tutto per attirare la sua attenzione, per fortuna con successo. Il cane è vicino alle transenne di recinzione, mentre un’auto proprio in quel momento gli sfreccia alle spalle. Tutto ciò, mentre i commissari di gara se ne fottono, o meglio restano a guardare senza muovere un dito. Almeno fino a quando subito dopo il passaggio dell’auto, uno di loro si avvicina al cane lo punzecchia con l’antenna del suo CB. Il cane divertito, si stende felicemente a pancia all’aria. Il commissario, a questo punto pensa bene di lasciarlo lì senza far nulla, visto che la sua posizione risultava a rischio per via dell’avvicinarsi dell’auto successiva.
E’ nuovamente panico. Subito dopo il cane torna in pista, questa volta ci resta. Il boato segnala l’arrivo di un auto. Il mio amico Gianni, mi dà di gomito e mi dice: “Preparati allo schizzo”. Il pilota, su una BMW lanciatissima, nonostante abbia avuto pochi istanti per accorgersi della presenza del cane, lo evita abilmente. Lo evita davvero di poco, ma lo evita. Il cane questa volta capisce il rischio e va via. Un applauso ai commisari che hanno evitato la tragedia.

Restiamo lì fino alla fine delle prove. Subito dopo, facciamo un sopralluogo verso la posizione sul tracciato, in prossimità della quale ci saremmo dovuti fermare per la gara del giorno dopo. Poi andiamo dove erano parcheggiate le auto che hanno gareggiato, posto dove restiamo per un po’ in ammirazione.

Decidiamo di tornare la mattina dopo, per la gara.

Sabato sera non avendo più visto Gianni con il quale sarai andato alla gara, e non avendo più avuto conferma, penso che non ci saremmo più andati. Sabato mattina vado quindi a letto alle 5:30 del mattino. Alle 9:30 Gianni come aveva accennato il pomeriggio del giorno prima, mi fa uno squillo per segnalare il suo arrivo sotto casa mia. Io in catalessi a letto, mi alzo, mi vesto in un lampo, e nonostante le mie 4 ore scarse di sonno, scendo dopo 10min.

Arriviamo in breve tempo nel posto che avevamo deciso il giorno prima, un tornate. La strada era chiusa al pubblico molto prima del tracciato: non si vedeva una cippa. Vediamo però che a sinistra della strada, tra le frasche dei cespugli, vi era un varco, riusciamo con difficoltà ad entrarci, e da un sentiero impervio riusciamo, attraverso il bosco a strapiombo sulla strada, a raggiungere un posto bellissimo per la sua visuale sul tracciato. Una casa abbandonata. Ci posizioniamo sul balcone insieme a chi era già lì, prima di noi. C’era addirittura il chiosco con le vasche piene di ghiaccio e Dreher.

Siamo praticamente sulla strada! Le auto passano a pochi centimetri sotto di noi. Seguiamo la gara da lì e becchiamo anche un capottamento proprio sotto di noi, una peugeot 206. Gianni riprendeva tutto fino a quel moemento. Proprio mentre si consumava questo spettacolare capottamento, purtroppo la telecamera era off, visto che Gianni parlava al telefono. Dal tubo di scappamento dell’auto capottata, si leva un fumo denso e bianco. Tutti scappano dal balcone, che si svuota in un lampo. Io non capivo cosa ci fosse da scappare, dopo tutto era solo fumo. Li seguo perché quando tutti intorno a te fanno qualcosa, istintivamente sei spinto a fare lo stesso. Resto però indietro rispetto al resto, vista la mia calma. Girandomi capisco. Un pò di quel fumo arriva nei miei occhi e brucia, cavolo, brucia davvero, ma nulla di grave, chiudo gli occhi ed è tutto a posto. Vengo poi a sapere che era l’olio del motore caldo e nebulizzato. Poco da ridere gente, sono poco informato in campo automobilistico. Vediamo quasi tutta la prima manche della gara, e torniamo a casa.

E’ stato davvero bello, credevo che mi sarei annoiato, ma il boato dei motori e la velocità delle auto, nonché la bravura dei piloti lasciano davvero di sasso. Fantastico. L’anno prossimo ci torniamo.

Ecco alcune foto scattate con il mio fedele telefonino:

(clicca sulle foto per ingrandirle)

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