Carlito’s Way - Carlito’s Way
|
Ho appena finito di rivedere per l’ennesima volta questo signor film. Che dire… Se non ricordo male dovrebbe essere del ‘93, un grande Al Pacino interpreta il ruolo di Carlito Brigante, un portoricano condannato a trent’anni di reclusione per omicidio e perchè a capo di una organizzazione dedita al traffico di stupefacenti. Grazie all’aiuto del suo avvocato e amico, interpretato da Sean Penn, e per via del sistema, non proprio ortodosso, con cui le prove sulla sua colpevolezza vennero raccolte, Carlito sconta solo cinque anni, dopo i quali viene scarcerato. Decide a questo punto di uscire dal giro della strada. Acquistando parte di un locale notturno, cerca di guadagnare il necessario per poter acquistare un’attività di autonoleggio in un paradiso tropicale, con la sua donna Gail. |
![]() |
Questo film è un insieme completo di tutto… Ricalca la drammatica realtà di un uomo d’onore che tenta invano di cambiare se stesso, di cambiare vita. Ad impedirglielo è proprio il suo onore e la sua lealtà , che lo portano a compiere errori che in un mondo così cambiato dopo la sua assenza di cinque anni, rendono il suo obiettivo tristemente irrelizzabile. Ad accompagnarlo in questa storia il suo grande amore Gail, donna che lasciò prima di essere arrestato per il bene di entrambi e che dopo i cinque anni si scopre ancora legata a lui. Donna a cui va il suo ultimo pensiero prima di spegnersi dopo un emozionante monologo. Monologo che mi sento di citare, dovrebbe essere più o meno questo qui ormai dovrei saperlo a memoria…
“Mi dispiace ragazzi, non basterebbero nemmeno tutti i punti del mondo per ricucirmi, è finita, è finita, mi metteranno nel negozio di pompe funebri di Fernandez sulla 109° strada, ho sempre saputo che prima o poi sarei finito lì, però molto più tardi di quanto pensava un sacco di gente, l’ultimo dei molricani. Forse non proprio l’ultimo, Gail sarà una brava mamma. Un nuovo e migliore Carlito Bringante, spero che l’userà per andarsene con i soldi, in questa città non c’è posto per uno che a il cuore grande come il suo. Mi dispiace amore, ho fatto quello che potevo. Addio non ti posso portare con me in questo viaggio me ne sto andando lo sento, ultimo giro di bevute, il bar sta chiudendo, il sole se ne va, dove andiamo per colazione? non troppo lontano, che nottata… sono stanco amore, stanco…”
Termina sulle note di “You Are So Beautiful” di Joe Cocker, mentre il cartellone che raffigura il tanto sognato paradiso di Carlito si anima di gente allegra che danza.
Nessun Commento »
Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.










Pubblicato il 22 11 2005 alle 23:57 | Numero: 1
ciao…
ti va di partecipare al mio forum?
http://www.forumfree.net/?c=75660
mi farebbe piacere!